19 Marzo 2024 | ore 15.30
Sala Conferenze della Parrocchia “Natale del Signore”

Via Boston 37, Torino


“FONTANE DI TORINO”

Conferenza di Sergio Donna, scrittore, giornalista e poeta in Lingua piemontese

Curiosità, immagini, commenti sulle Fontane torinesi.

Un incontro in collaborazione con Monginevro Cultura.
Nell’ambito degli appuntamenti culturali della Parrocchia Natale del Signore, a cura di Gianni Guasco

FONTANE DI TORINO | Fontan-e ’d Turin

Quando nel capoluogo subalpino si parla di fontane, il primo pensiero va ai torèt che da decenni accompagnano le passeggiate dei torinesi, in parchi, viali, strade e nelle piazze dove si ospitano solitamente i mercati rionali. I torèt sono diventato l’emblema di Torino e a differenza di altre fontanelle che troviamo fuori città, funzionano sempre, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, con il loro getto continuo. Qualcuno, con la siccità imperante di questi ultimi tempi, ha sollevato qualche perplessità sullo spreco d’acqua: migliaia di metri cubi ogni giorno. Ma la SMAT, che gestisce l’acquedotto torinese, rassicura che neppure una goccia va sprecata. L’acqua torna ad essere rimessa in circolo dopo un doveroso filtraggio e trattamento che ne garantisce la potabilità.

I torèt sono oltre ottocento in città e vanno ad aggiungersi alle decine di fontane che accompagnano i luoghi simboli di Torino. Alcune di queste sono legate a leggende metropolitane, altre sono diventate simboli esoterici, come ad esempio la Fontana Angelica di piazza Solferino, eseguita nel 1930 da Giovanni Riva e composta da quattro gruppi statuari, allegorici delle stagioni, con figure maschili e femminili circondate da putti e simboli naturali. Tra le fontane che sanno di mistero c’è anche quella di Nereide e Tritoni nei giardini di Palazzo reale, una delle mete preferite dagli appassionati di mistero, in cerca d’un improbabile ingresso alle grotte alchemiche.

Tra le più maestose merita una visita anche la fontana dei Dodici mesi nel parco del Valentino, con le sue numerose statue allegoriche in marmo, getti spettacolari d’acqua e un’ampia piscina. Eppoi, non si possono dimenticare le due fontane dedicate al Po e alla Dora nell’attuale piazza CLN, che gli appassionati di horror ricordano a più riprese in “Profondo rosso” di Dario Argento. E, ancora, la fontana del Monumento al Traforo del Frejus in piazza Statuto; quella del parco della Tesoriera, la fontana-igloo di Mario Merz nella vasca spartitraffico tra corso Mediterraneo e corso Lione. Ma ve ne sono decine d’altre la cui storia, unita a piccoli e grandi aneddoti, troverete nelle pagine che seguono; pagine da centellinare un poco alla volta o nelle afose serate estive da leggere tutte d’un fiato, sperando in un po’ di passionale refrigerio.

Piero Abrate

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