SERGIO DONNA & MATT HALSDORFF “CON IL TORO NEL CUORE”
Al Circolo dei Lettori | Via Bogino 9, Torino Sabato 10 Febbraio 2018 | Ore 16, Ingresso Libero
Sergio Donna e Matt Halsdorff presentano le loro ultime opere letterarie

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SERGIO DONNA & MATT HALSDORFF
“CON IL TORO NEL CUORE”
Al Circolo dei Lettori | Via Bogino 9, Torino
Sabato 10 Febbraio 2018 | Ore 16, Ingresso Libero
Sergio Donna e Matt Halsdorff presentano le loro ultime opere letterarie
“SEMPRE E OVUNQUE” | Il tifo granata all’estero, un libro di Matt Halsdorff
“LO SCUDETTO REVOCATO” | Romanzo di Sergio Donna
Letture, Immagini e racconti a forti tinte granata

Una presentazione congiunta, a forti tinte granata, di due libri avvincenti, interessanti, da non perdere. Due autori, Sergio Donna e Matt Halsdorff, di età diversa, di estrazione diversa, di culture diverse, ma accomunati da una stessa identica passione, il Toro, il suo mito e la sua storia,

Due scrittori, esponenti  di due generazioni diverse di “cuori granata”, per dimostrare come la fede per il Torino FC si rinnova, si consolida, si perpetua, si tramanda di padre in figlio, da un decennio all’altro, come una fiaccola, una teda di luce splendente e magnetica, che non si spegne mai.

MATT HALSDORFF | “SEMPRE E OVUNQUE”
Il tifo granata all’estero

Forse in molti lo hanno già conosciuto per il suo primo libro intitolato California granata. Noi Matt Halsdorff lo conosciamo molto bene, un fratello granata doc, ma prima di tutto un grandissimo e caro amico a cui oggi vogliamo dedicare questo doveroso e speciale tributo, per promuovere la sua nuova opera letteraria che ha dell’incredibile.

Ma di incredibile c’è già la storia di Matt. Per chi ancora non lo conoscesse, Matt è americano, più precisamente un californiano che, zaino in spalle, decide di dare una svolta alla sua vita e andare a visitare il “Bel Paese” e proprio la città di Torino. Matt si innamora da subito della città sabauda, è affascinato dalla grandezza dei portici di via Roma, abbagliato dalla maestosità delle Alpi, e poi arriva la vera passione per i “granata” quando conosce due ragazzi che gli parlano del Toro. Il colore che contraddistingue questa squadra, la sua triste ma gloriosa storia, l’amore e il rispetto che c’è tra il Torino calcio e i suoi giocatori (unico in Italia). Matt non ha più lasciato l’Italia, Torino e il Toro. Oggi vive a Castagnole con la sua famiglia dove svolge la professione di Business English Trainer.

Ha voluto con questo nuovo libro farci conoscere tutti quei tifosi che sparsi per il mondo hanno deciso di tifare follemente per il Toro. Qualcosa di unico, di incredibile che attraverso il suo racconto avremo modo di scoprire …

“Sempre e Ovunque: il tifo granata all’estero” è un libro che racconta come si tifa il Toro da lontano… molto lontano. Ogni capitolo condivide la storia di un tifoso granata all’estero; la storia inizia a San Paolo, in Brasile, dove visitiamo un tifoso brasiliano malato del Toro e termina in Oceania, con il presidente del Toro Club Tonga. Durante il nostro viaggio visiteremo una sorprendente varietà di luoghi e veri personaggi, dalla Finlandia a Singapore, dall’Afghanistan al Nepal…

…molti dei tifosi che visiteremo in questo libro siano sognatori, idealisti e, nel loro piccolo, rivoluzionari. Sì, rivoluzionari, perché uno che potrebbe scegliere di tifare per qualsiasi squadra che gioca la Champions, se sceglie una squadra come il Toro, è un rivoluzionario.

Se l’atto di tifare Toro è una fede, i nostri tifosi all’estero sono i nostri missionari in terra straniera.

Questo libro è un viaggio per incontrare quei tifosi, per visitare i loro paesi, per entrare nelle loro città e per sedersi con loro e sperimentare come si segue una squadra che gioca a migliaia di chilometri di distanza.

Solo un romantico perduto, un pazzo, o una persona dai forti valori morali sceglierebbe un sentiero così difficile. È un sentiero ricoperto e raramente percorso, solo un certo tipo di persone sono predisposte a sostenere una squadra che non è in cima alla classifica. Tutti i tifosi vogliono arrivare lì, per carità, ma sono disposti a prendere la strada meno facile. Sanno che il bello di viaggiare è il viaggio e non la destinazione.

“Scopriremo che la bandiera granata sventola negli angoli più inaspettati di questo mondo, ma nessun luogo è più speciale del posto nei nostri cuori, dove la torcia granata non si spegnerà mai.”

“Molte di queste storie erano avvolte nella nebbia della leggenda, sussurri passati da un tifoso all’altro che arrivavano alle mie orecchie con una buona dose di abbellimento. Così ho cominciato a cercarli…”

“La meravigliosa varietà di persone incontrate in questo libro è semplicemente solo un campione di coloro che si rivolgono verso Superga ogni 4 maggio. In questo momento, la nostra sciarpa granata viene portata nelle giungle umide del mondo, vola dalla cima di montagne congelate, ed è appesa al muro in centinaia di ristoranti nelle metropoli dell’umanità.”

SERGIO DONNA | “LO SCUDETTO REVOCATO”
Storia romanzata ispirata a un presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal Torino FC, vincitore del Campionato di Calcio 1926-1927

Sergio Donna è uno scrittore ed un poeta torinese-torinista, con il Toro nel cuore, dai sentimenti eleganti che si rispecchiano nei versi delle sue poesie e nelle trame dei suoi romanzi. Con questo libro, riesce a riportarci nell’ambiente torinese degli Anni Venti, ricamando con perizia narrativa e affettuosa partecipazione vicende storiche e aspetti romanzeschi.

“Lo scudetto revocato” ruota inevitabilmente sulla figura dello studente universitario Francesco Gaudioso, testimone o autore del passaggio di una busta dal misterioso contenuto fra il dirigente del Torino Guido Nani e Luigi Allemandi, giocatore della Juventus. Certo il caso Allemandi, e tutta la vicenda processuale che porterà alla revoca del primo scudetto granata, ferisce per come si è sviluppato: emerge un’inquietante impotenza di fronte a disegni dittatoriali vicini nel tempo al delitto Matteotti, ma ancora lontani dalla promulgazione delle disumane leggi razziali, dalle pagine drammatiche connesse alla Seconda Guerra Mondiale.

Rimane impresso nel lettore il sostanziale disincanto con cui il giovane siciliano affronta una vicenda imprevista quanto paradossale. È come se incontrassimo, per magia, un caro amico che ci fa partecipe della sua tenacia intellettuale, del suo tenero innamoramento per Edvige Gardin, della sua genuina e sana fede calcistica per i colori granata, del suo inossidabile ottimismo. E insieme a lui ci troviamo in una Torino viva, propositiva, amante del lavoro, faro di libertà.

Il secondo lustro degli anni Venti del XX Secolo ha calcisticamente penalizzato, a causa di determinanti intromissioni del Partito Fascista, le due compagini torinesi, che sotto la guida lungimirante e passionale di Edoardo Agnelli (sponda bianconera) e del Conte Marone Cinzano (sponda granata) stavano allestendo spettacoli per palati fini, a cominciare dalla costruzione di due santuari per i propri tifosi, il Campo di Corso Marsiglia da una parte e il mitico Filadelfia dall’altra.

La Juventus, Campione d’Italia nel 1925/26, dovette rinunciare nell’estate del 1926 alle formidabili giocate di Ferenc Hirzer, la gazzella magiara autore di 35 reti in 25 partite, in quanto venne varata una legge dai connotati decisamente nazionalistici che non consentiva ai giocatori stranieri di militare nel nostro campionato. Il fuoriclasse, perché Hirzer era un autentico fuoriclasse, ritornò in Ungheria. Sorte ancora peggiore capitò l’anno seguente al Torino, vincitore del torneo nazionale con un gioco altamente spettacolare grazie al trio d’attacco Baloncieri, Libonatti  e Rossetti, ma che non poté fregiarsi del titolo a causa di un caso di corruzione mai chiarito fra i dirigenti granata e il terzino bianconero Luigi Allemandi per favorire la vittoria del Torino nel derby della Mole del 5 giugno 1927. Vittoria che arrise ai granata, è vero, ma in una partita in cui l’Allemandi – si veda il commento di Vittorio Pozzo sulle colonne de “La Stampa” – risultò uno dei migliori in campo. A muovere i fili di questa intricata e strana faccenda da Bologna il potente gerarca Leandro Arpinati, presidente della Federcalcio, sfegatato tifoso della squadra felsinea, principale rivale del Torino.

Sabato pomeriggio 10 febbraio 2018, nella splendida cornice barocca torinese del Circolo dei Lettori di Via Bogino 9, si è tenuta la brillante presentazione dei libri “Sempre e Comunque | Il tifo granata all’estero” e “Lo scudetto revocato”. Due opere di delicato profumo granata scritte da due autori, Matt Halsdorff e Sergio Donna, così diversi nell’età, nella cultura e nella lingua, ma accomunati dalla passione smisurata per il Toro.

Ci si può innamorare del Toro a prima vista, come è successo a Matt, quando nel 2004 arrivò per la prima volta a Torino dalla California, trascinato allo stadio dal suo amico Ruben: l’incanto nacque al solo vedere le casacche granata ricamare azioni creative di gioco sull’erba del delle Alpi, e al solo sentire i trascinanti cori (anche in piemontese) della curva Maratona.

Che poi è la stessa identica cosa che successe nel 1926 (sic!) a Francesco Gaudioso, il protagonista del romanzo di Sergio Donna, “Lo scudetto revocato”. Francesco è uno studente siracusano trasferitosi a Torino per frequentare il Politecnico:  fu un suo compagno di studi ad instradarlo alla fede granata. E a quei tempi , non doveva  nemmeno essere troppo difficile lasciarsi affascinare dal gioco di squadra di quel Torino FC, che in squadra annoverava campioni del calibro di Julio Libonatti, Gino Rossetti e Alfredo Baloncieri (“Il trio delle meraviglie”). Oppure se ne si può innamorare da bambino, come è successo a Sergio Donna, negli anni Cinquanta, quando – d’istinto – alla tipica domanda di rito rivolta a quel tempo ai ragazzini: “Toro o Juve? Coppi o Bartali?”, lui rispondeva senza l’ombra del minimo dubbio: “Toro e Coppi!”.

Perché il Toro è così: una malia, una fascinazione, e se ti accarezza, non c’è scampo. Ce ne si innamora. A qualunque età, in qualunque epoca.

Bello l’abbinamento di due autori così diversi (eppure così complementari) e il loro alternarsi in evocazioni di avventure di campioni lontani, di ingiustizie ataviche di stampo univocamente granata, di solida fede granata esportata in ogni parte del mondo, dal Sud America al Nord Europa, dall’Isola di Malta alle Isole Tonga.

Bella la cornice: molto “culturale”, molto “letteraria”. Del resto il Toro non fa parte della cultura e della storia dello sport internazionale? Celebrarne in un ambiente spiccatamente culturale la storia, i suoi riti, i suoi tifosi appassionati diffusi in ogni angolo della Terra  è allora rendergli l’omaggio che si merita.

Alla presentazione hanno partecipato moltissimi ospiti (la Sala “Musica” era letteralmente gremita”), con la presenza di Giovanni Maria Ferraris, assessore allo Sport della Regione Piemonte, di Hervé Bricca, direttore del periodico Stile Toro, Andrea Donna, addetto stampa della Inspire Communication (che ha curato la veste grafica dei due volumi),  i poeti Walter Olivetti (Toro Club Castagnole) ed Innocente Foglio, l’artista e scrittrice Line Danielsen, il cantautore Beppe Novajra, autore della canzone “Nel Millenovecentoventisette”, e tantissimi altri amici, tifosi e sportivi intervenuti a condividere un momento di cultura coniugata magistralmente da Donna e da Halsdorff con la storia dello sport

(Ufficio Stampa Associazione Monginevro Cultura)

10 Febbraio 2018

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