Martedì 17 marzo 2015, ore 21.00
Sala Conferenze Cultura & Società, Via Vigone 52, Torino
NONNA ROSA | La roccia delle Langhe
Un libro sulla nonna paterna di papa Francesco
di Giancarlo Libert e Orsola Appendino
(In collaborazione con Centro Studi Cultura & Società)

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Centro Studi Cultura & Società

Un Progetto di Monginevro Cultura in collaborazione con il Centro Studi Cultura & Società

 Un libro sulla nonna paterna di papa Francesco

Intervento del giornalista, scrittore e storico Giancarlo Libert, e della ricercatrice Orsola Appendino per la presentazione del loro ultimo libro:

“Nonna Rosa, La roccia delle Langhe | Da Cortemilia all’Argentina“ è l’ultimo libro di Giancarlo Libert, scritto a quattro mani con Orsola Appendino.

 

 

 

 

 

È dedicato a “Nona Rosin”, Rosa Margherita Vassallo, la nonna di papa Francesco, figura fondamentale nella formazione culturale e della crescita religiosa dell’amato pontefice argentino, dalle indimenticate e salde origini piemontesi.
A Nonna Rosa papa Francesco è stato legatissimo fin dagli anni della prima infanzia. Nata in un piccolo paese delle Alte Langhe, al confine tra Piemonte e Liguria, si trasferì giovanissima a Torino, presso la zia materna, alla quale era stata affidata, e che
̵ ̵ con il marito ̶ conduceva una portineria in un palazzo di Via Alfieri, al civico 7. Frequentò le scuole elementari alla Monviso, poi diventata Carducci e oggi Meucci, di Corso Matteotti.
Nel 1907, Rosa Vassallo sposa Giovanni Bergoglio nella Chiesa Santa Teresa (Via Santa Teresa, 5): i nonni Bergoglio abitavano in questa via, al civico 12, proprio di fronte a questa Chiesa. Qui venne battezzato il loro unico figlio, Mario, il futuro papà di papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio).
Nel 1929 la famiglia, dopo essersi trasferita in varie località dell’Astigiano, decide d’imbarcarsi per l’Argentina, dove il 17 dicembre 1936 nascerà il futuro papa.
Il libro è stato presentato in anteprima proprio all’interno della bellissima Chiesa torinese di Santa Teresa, attualmente in fase di restauro (e che conserva opere d’arte e memorie storiche straordinarie), alla presenza degli autori, dell’Ambasciatore della Repubblica Argentina presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero, di alcuni cugini del papa, e della comunità dei Carmelitani Scalzi, che reggono la Chiesa. Sono intervenuti il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Maria Ferraris, oltre a numerosi giornalisti ed amici degli autori.
Il libro non è in vendita, ma proposto in libera offera: il ricavato, per scelta degli autori, va a favore dei Padri Carmelitani Scalzi di Via Santa Teresa 5, al fine di poter realizzare un Centro di Spiritualità che sarà dedicato al Cardinal Ballestero.

E inoltre:

Giancarlo Libert presenterà il suo libro
Torinesi nella Pampa”, di recentissima pubblicazione, edito da Atene del Canavese, sul tema:
Emigrazione verso l’Argentina da Torino e provincia”;

Nella stessa serata interverrà anche Milo Julini
(sul tema “Emigrazione dal Piemonte verso la Francia”)
Storie ed aneddoti di emigranti italiani divenuti celebri.

Intervento musicale di Beppe Novajra che eseguirà alla chitarra alcune canzoni ispirate ai periodi storici dei massicci flussi di emigrazione italiana verso il Sud America e altre terre straniere.

Tra i brani che saranno eseguiti dallo chansonniertorinese, ricordiamo:

♪  Mamma mia dammi cento lire, canzone popolare;
♪  Argent e paja d’òr, musica e parole di Beppe Novajra, dedicata ai Piemontesi emigrati nella Pampa Gringa in Argentina;
♪  Pie-mond | Rassa nostran-a, parole di Nino Costa, musica di Beppe Novajra;
♪  La Merica, parole di Alessandro Bertolino, musica di Beppe Novajra;
Zolì cheur, canzone popolare, sul tema dell’emigrazione piemontese verso la Francia.

 

 

Dal Piemonte verso l’ignoto
Il reportage della conferenza di Giancarlo Libert e Milo Julini

 

Martedì 17 marzo 2015, si è tenuta presso la Sala Incontri del Centro Studi Cultura & Società una stimolante serata culturale sul tema dei flussi migratori dal Piemonte verso l’Argentina e verso la Francia, dagli anni Sessanta dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.
L’incontro, a cura di Monginevro Cultura e di Cultura & Società, era incentrato su due relatori di spicco: lo scrittore Giancarlo Libert, ed il prof. Milo Julini.
La prima parte della scaletta è stata condotta da Giancarlo Libert, appassionato ricercatore storico su tutto quanto riguarda la cultura della nostra regione (ha al suo attivo un’ ampia produzione letteraria di spicco, tra cui numerosi volumi sul tema dell’emigrazione dal Piemonte verso il Nord e il Sud America e i vari Paesi europei). Corredata da una ricca esposizione di rare fotografie, l’esposizione verteva, nella fattispecie, sul massiccio flusso migratorio dai vari comuni della provincia di Torino verso la cosiddetta Pampa Gringa argentina. Laggiù si sono insediate migliaia di famiglie italiane, e piemontesi in particolare. Nel corso di un lasso di tempo ormai secolare, molti di questi tenaci e intraprendenti piemontesi hanno fatto fortuna, fondando aziende ed imprese in ogni settore dell’agricoltura e dell’industria (come la famiglia Pescarmona, ad esempio, che laggiù sono considerati gli Agnelli del Sud America), dando lavoro a generazione di lavoratori, connazionali e non.
Interessante, poi, l’ampio capitolo dedicato all’emigrazione in Argentina da parte della famiglia Bergoglio negli anni Venti del Novecento. Il tema è ampiamente trattato nel volume “Nonna Rosa, la roccia delle Langhe, (la nonna di papa Francesco), che ebbe un ruolo fondamentale nel fornire le basi della formazione religiosa di Jorge Bergoglio, e che gli si rivolgeva parlandogli in lingua piemontese.
L’altro volume presentato da Libert è stato Torinesi nella Pampa, edito da Atene del Canavese.
Il tema trattato dal prof. Milo Julini, scrittore, giornalista e ricercatore storico e di folklore regionale, è stato particolarmente stimolante, perché verteva su un tema molto curioso e spesso dimenticato: l’emigrazione dal Piemonte verso la Francia da parte di chi esercitava professioni e mestieri d’antan (mulitta, vetrai, ombrellai, calderai, “magnin“, spazzacamini). Si trattava spesso di flussi migratori temporanei, o stagionali. Ma non sono rare le comunità piemontesi che si sono stanziate definitivamente nel territorio d’Oltralpe, come quella dei vetrai piemontesi accasatisi a Parigi. Non meno interessante, poi – e non ci stupiano, vista la nota passione del relatore per il noir e la cronaca nera d’antan – il ricordo delle bande di criminali di origine piemontese che nell’Ottocento imperversavano in Provenza, documentate dalle cronache di Émile Zola. Ricca la documentazione multimediale proposta da Julini nella serata, con fotografie d’epoca di persone, utensili, cimeli, ed altre rare testimonianze.
La serata è stata inoltre rallegrata dalla partecipazione dello chansonnier Beppe Novajra che ha proposto piacevoli brani sul tema della migrazione piemontese verso la Francia e l’Argentina:
Tra i brani che sono stati eseguiti dallo chansonnier torinese, ricordiamo:

Mamma mia dammi cento lire, canzone popolare;
Argent e paja d’òr, musica e parole di Beppe Novajra, dedicata ai Piemontesi emigrati nella Pampa Gringa in Argentina;
Pie-mond | Rassa nostran-a, parole di Nino Costa, musica di Beppe Novajra;
La Merica, parole di Alessandro Bertolino, musica di Beppe Novajra;
Zolì cheur, canzone popolare, sul tema dell’emigrazione piemontese verso la Francia.

 

 

Associazione Monginevro Cultura
Ufficio  Stampa

La gallery fotografica della conferenza

 


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