LE PIÙ BELLE POESIE IN PIEMONTESE
DEL CANONICO AMEDEO | Recital
SABATO 25 MARZO 2017
ORE 17.00 | Ingresso Libero

Locandina2 web Rime scelte di don Amedeo Benvenuto

LE PIÙ BELLE POESIE IN PIEMONTESE
DEL CANONICO AMEDEO | Recital
Presentazione della raccolta poetica
“Rime scelte di don Amedeo Benvenuto”
 
SABATO 25 MARZO 2017 | ORE 17.00 | Ingresso Libero
Canzoni di Beppe Novajra
letture di Sergio Donna
 
Foresteria di Casa di Contrada San Paolo | Presidio Culturale
Officine Folk | Bagni Municipali
Via Luserna 8, Secondo Piano | Torino
 

NEL PICCOLO SAL-8
DI VIA LUSERNA 8
APPUNTAMENTI CULTURALI IN SALOTTO
SELEZIONATI DA MONGINEVRO CULTURA

 

 

“Chi vive allegro con brio
fa il più bel regalo al buon Dio”

In semplici versi piemontesi affido alla memoria
di tanti amici questi ritratti, quadretti di persone
e di cose che rievocano affetti ed amicizie goduti
nel corso della mia vita.

Serviranno io spero, a rallegrare il cuore, a stabilire un legame più lungo nel tempo.

don Benvenuto Amedeo

 

Don Benvenuto Amedeo, canonico di San Lorenzo in Torino
(nel ricordo di don Franco Martinacci, Rettore della Congregazione dei Canonici di San Lorenzo e dei suoi Confratelli)
 
Un uomo completo, sereno, sempre pronto alla battuta umoristica, attento a cogliere il lato migliore della persona o della circostanza vissuta, ma soprattutto sempre contento di essere sacerdote: vogliamo ricordare così il carissimo canonico Benvenuto Amedeo, e le sue poesie in piemontese (astigiano e torinese), e in italiano, lo confermano. Chiunque nel leggerle viene rasserenato ed aiutato a crescere in quella che don Amedeo definiva vita di vera fede.

La Comunità dei Confratelli della Real Chiesa di San Lorenzo, alla quale il Canonico Benvenuto Amedeo apparteneva, fu istituita nel 1838 dall’Arcivescovo di Torino Luigi Fransoni per il servizio liturgico, le confessioni e la predicazione, con il beneplacito del re Carlo Alberto: al sovrano apparteneva infatti l’edificio monumentale del Guarini e l’annessa Cappella Ducale, che ospitò negli ultimi decenni del Cinquecento la Sacra Sindone, insigne reliquia della Passione del Signore.

La simpatica figura di don Amedeo Benvenuto, puntualmente presente, fino alla fine dei suoi anni, ogni mattina in San Lorenzo, sempre a disposizione dei fedeli che frequentavano la chiesa per le celebrazioni religiose, lascia piacevolmente sorpresi per la signorilità del suo tratto e la serenità imperturbabile, sorretta da una profonda spiritualità eucaristica e mariana.

Don Amedeo, sacerdote del Novecento, nasceva il 9 aprile 1915 nel piccolo borgo di Colcavagno, nell’Astigiano, e fu ordinato prete nel 1938. Le sue poesie sono lo specchio del suo apostolato di donazione completa, del suo impegno a vivere in mezzo alla gente per orientarne il cammino ed alimentarne la speranza, nonché espressione di un’esistenza piena di stupore e di profonda gratitudine di fronte al mistero di Dio.

Nel 1945, viene nominato viceparroco della Chiesa Beata Vergine delle Grazie, alla Crocetta. Dal 1953 diventa vicerettore del Seminario Metropolitano. L’anno successivo Don Amedeo diventa cappellano dell’Ospedale Mauriziano di Torino, dopo dedica gran parte del suo servizio sacerdotale ai malati, finchè, ormai settantacinquenne, viene nominato Prefetto di Sacrestia della Real Chiesa di San Lorenzo.

Le sue poesie sono lo specchio del suo apostolato di donazione completa, del suo impegno a vivere in mezzo alla gente per orientarne il cammino ed alimentarne la speranza, nonché espressione di un’esistenza piena di stupore e di profonda gratitudine di fronte al mistero di Dio

Giunto al traguardo dei novant’anni, ringraziava il Signore con questi versi endecasillabi, a rime alterne:

“A l’é ‘l bel don ‘d Nòsgnor, dla Povidensa,
na bon-a mare sempre e ‘d tant amor,
ch’a guida ‘l nòstr destin e tut dispensa
con giusta soa misura e senza eror”.

Nei suoi versi, dal vago sapore manzoniano, affiora un’immagine di sacerdote sempre attuale, nonostante i guasti del secolarismo imperante. Il sacerdote agisce in persona Christi, e Cristo non cambia nel tempo, ma ripropone tramite i Suoi ministri lo stesso, identico, misterioso piano di salvezza, che lo indusse ad abbracciare la croce.

Le mani del sacerdote, descritte in una delle più riuscite composizioni di don Amedeo (Le man dël prèivi), sono insostituibili per trasformare le strade della storia, dispensando il pane della vita. I preti scarseggiano nel nostro mondo occidentale, dove ciò che conta è il denaro, scrive don Amedeo (La potensa dij sòld), ma ciò che è anche più grave è la mancanza di preti “veri”. Don Amedeo sosteneva l’operato del Serra Club, un’associazione di laici a livello mondiale impegnata a promuovere le vocazioni sacerdotali.

Di fronte agli anni che passavano (il prete-poeta si è spento nel 2010 alla veneranda età di 95 anni), don Amedeo sosteneva che “La primavera ’n cheur l’é nen finìa, finch’a-i é fede e l’ànima ch’a canta”, perché è veramente sempre primavera per chi ama il Signore.

Grazie, don Amedeo.

Don Franco Martinacci
Rettore della Congregazione dei Canonici di San Lorenzo
e i suoi Confratelli

UN RECITAL DEDICATO AL CANONICO AMEDEO, SACERDOTE-POETA IN LINGUA PIEMONTESE

Nel “Piccolo Sal-8 di Via Luserna 8” (Foresteria Officine Folk, ex Bagni Municipali) a Torino, Sabato 25 marzo 2017, s’è tenuto il recital

 LE PIÙ BELLE POESIE IN PIEMONTESE
DEL CANONICO AMEDEO:

un piacevolissimo reading di poesie in piemontese tratte dalla raccolta poetica “Rime scelte di don Benvenuto Amedeo”, canonico della Real Chiesa di San Lorenzo in Torino, sacerdote di  solida fede, amatissimo dai suoi Confratelli della Congregazione di San Lorenzo e dai frequentatori dello splendido tempio torinese, la cui cupola guariniana è uno dei simboli architettonici della città.

Molti, tra il pubblico, coloro che avevano conosciuto – quand’era in vita – questo sacerdote dal grande carisma, e dalla poetica arguta e raffinata, che per musicalità e armonia, spesso ricorda quella di Nino Costa e tocca delle nuance espressive di sapore manzoniano.

Le letture delle poesie, a cura di Sergio Donna, si sono alternate alle canzoni di Beppe Novajra, eseguite di fronte ad un pubblico attento, tra cui sono intervenuti molti volontari dell’Associazione Amici di San Lorenzo.

Proprio due esponenti di questa Associazione – che ha per fine la valorizzazione della Real Chiesa di San Lorenzo come luogo di culto, anche dal punto di vista storico ed artistico – e precisamente Francesco Ottone e Claudia Molino, hanno recentemente segnalato a Sergio Donna, presidente dell’Associazione Monginevro Cultura (ente no profit che si occupa di storia, arte, cultura, letteratura e lingua regionale) una raccolta di liriche del sacerdote scomparso nel 2010, dal titolo “Rime scelte di don Benvenuto Amedeo”.

I testi poetici in lingua piemontese sono stati esaminati da Sergio Donna, che a sua volta, avendoli ritenuti d’eccellente valenza letteraria, li ha sottoposti alla lettura dello chansonnier torinese Beppe Novajra, direttore artistico di Monginevro Cultura e piemontesista appassionato, che ne ha confermato l’interesse culturale, e la musicalità di molte liriche.

È nata così l’idea di realizzare un recital dedicato interamente al canonico Benvenuto Amedeo: una delle sue poesie (Natal) è stata musicata da Novajra col titolo Dubitassion a Natal, ed eseguita in anteprima assoluta nel corso del recital, unitamente ad altri brani del repertorio musicale dell’artista, abbinati – nel tema – alle poesie declamate.

Don Benvenuto Amedeo, sacerdote di grande umanità, carità, sensibilità e serenità spirituale, che tutti ricordano per il suo solare sorriso, costituisce sicuramente una voce interessante della letteratura piemontese del Novecento e dei primi anni del terzo Millennio, che Monginevro Cultura s’è impegnata a diffondere e a far conoscere.

Concludiamo questo articolo redazionale con queste parole del sacerdote-poeta scomparso, che ci aiutano a tratteggiarne un efficace e verosimigliante ritratto caratteriale:

“Chi vive allegro con brio
fa il più bel realo al buon Dio”
In semplici versi piemontesi affido alla memoria
di tanti amici questi ritratti, quadretti, di persone e di cose
che rievocano affetti ed amicizie goduti
nel corso della mia vita.
Serviranno, io spero, a rallegrare il cuore,
a stabilire un legame più lungo nel tempo.
(Don Benvenuto Amedeo, Canonico della Real Chiesa di San Lorenzo)
☆1915-†2010

 Articolo redazionale | Ufficio Stampa Monginevro Cultura, 25 Marzo 2017

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