Domenica 9 ottobre 2016, ore 16
Un dòp-mesdì con Gipo
An tre a dì, soné, canté
Via Rizzottaglia 3, Novara
Saletta Incontri Végé
INGRESSO LIBERO

copertina Gipo2.-09-10-2016
Domenica 9 ottobre 2016, ore 16
Un dòp-mesdì con Gipo
An tre a dì, soné, canté
Canzoni di Gipo Farassino e di Beppe Novajra
Via Rizzottaglia 3, Novara
Saletta Incontri Végé
INGRESSO LIBERO

Un dòpmesdì con Gipo | La poesia e le canzoni di Gipo Farassino

 Vijà piemontèisa in memoria del compianto cantautore torinese Gipo Farassino,

con:
 Sergio Cavallari (in arte Sergin), cabarettista e cantante
Beppe Novajra, chansonnier (voce e chitarra)
e con la partecipazione di Sergio Donna (reading di testi di canzoni, brani di prosa e poesie di Gipo),

Un appuntamento di Monginevro Cultura, (nell’ambito delle iniziative del progetto “Monginevro Cultura… fa Cultura” per la stagione 2016-2017).

In tourné per il Piemonte da molti anni con recital e spettacoli di successo, il cantante Sergin (al secolo Sergio Cavallari), dopo la recente scomparsa dalle scene di Gipo Farassino, ne ha idealmente raccolto il testimone, e in coppia con lo chansonnier piemontese Giuseppe (Beppe) Novajra, ci propone il nuovo recital UN DÒPMESDÌ CON GIPO”, interpretando alcuni dei brani più significativi e conosciuti del repertorio dell’indimenticato artista torinese.

Le canzoni di Gipo, cantate da Sergin con l’accompagnamento alla chitarra di Beppe Novajra, si alternano ad alcuni brani in piemontese di Novajra, tratti dal suo CD Globale e da altre sue raccolte. Alcuni testi poetici delle canzoni di Gipo saranno declamati dallo scrittore e poeta piemontese Sergio Donna.>

“Un dòpmesdì con Gipo” è uno spettacolo imperdibile di canzoni, poesia e musica, a ingresso libero, la cui finalità è di ricordare uno dei più grandi compositori piemontesi e italiani, ma anche di promuovere la conoscenza e l’uso della lingua dei “bogianen”, soprattutto quella parlata nei quartieri torinesi di barriera, che dà colore e realismo ai testi delle canzoni di Farassino.

 

Il mito di Gipo conquista la “fatal” Novara. Successo di un recital di Monginevro Cultura sul grande cantautore piemontese. Novara. 9 ottobre 2016. S’è tenuto nella Sala Incontri Végé, di Via Rizzottaglia 3, a Novara, il recital “Un dòp-mesdì con Gipo”, garbato e divertente spettacolo di canzoni, musica e poesia, tra i più attesi tra quelli previsti dal ricco cartellone di eventi culturali, curato da Elisabetta Silvestri. Il recital ha visto protagonisti sulla scena un trio affiatato, in grado di divertire con la musica e la poesia, composto da Sergin (Sergio Cavallari), Beppe Novajra e Sergio Donna, dell’Associazione Monginevro Cultura. Piemontesità a tutto tondo, dunque, nei locali del punto vendita Végé della “Rizzottaglia” (quartiere novarese che nella parlata locale è tradizionalmente chiamato “Risutaja”, a ricordare l’antica vocazione agricola del territorio un tempo dedicato alla coltivazione e alla lavorazione del riso). All’interno dell’accogliente location è stato allestito un raccolto salotto, dove si è accomodato un selezionato e attento pubblico, che in un clima di conviviale intimità e di divertimento, è entrato subito in sintonia con i tre protagonisti del recital, condividendone emozioni, ironia e pathos. Le declamazioni di alcune suggestive poesie di Nino Costa e Pinin Pacòt e le accattivanti letture di racconti di novecentesca vita operaia e di quartiere scritte dalla sorprendente penna di Gipo, a cura di Sergio Donna, si sono intercalate alle emozionanti canzoni d’autore di Gipo Farassino, interpretate dalla calda e sensuale voce dal cantante-attore-mattatore Sergio Cavallari, in arte Sergin, ideale erede artistico della inconfondibile vocalità di Gipo. Alla chitarra, il raffinato chansonnier torinese Beppe Novajra: oltre ai brani cantati da Sergin, ha eseguto alcune proprie canzoni, tratte dai suoi album “Globale” e “Mè Borgh San Pàul”, proponendo al pubblico una selezione di brani d’eccellenza del suo vasto repertorio in lingua piemontese. Lo spettacolo ha dimostrato come il piemontese, nelle sue infinite nuances subregionali (è noto che il piemontese-torinese ed il piemontese-novarese differiscono non poco tra loro!), nonostante le differenze, costituisca per l’intera regione una koinè unica e unificante (vale a dire un linguaggio unitario, e dunque ovunque comprensibile, anche se i lessici locali risultino spesso difformi e i vocaboli alquanto differenziati). La comune cultura nasce dalla storia e lega gli abitanti del Piemonte, da est a ovest e da nord a sud, sia pur con le inevitabili varianti linguistiche: essa costituisce infatti una malta unificante e cementante. È questa la forza che ha reso perfettamente comprensibili ai novaresi presenti in sala i brani declamati e cantati dal trio torinese SerNovajra-Donna, che a sua volta ha agevolnente dialogato in perfetta sintonia col pubblico, che invece si esprimeva nella parlata locale. Come tutte le lingue, anche il piemontese ha i suoi dialetti. Sono le tessere che arricchiscono il mosaico del vasto vocabolario piemontese e lo fanno più colorito, più musicale, più variegato: in breve, ne fanno una perla linguistica di grande interesse, che – almeno noi piemontesi – vogliamo difendere, diffondere e che consideriamo un piccolo (grande?) “patrimonio” dell’umanità. Un ringraziamento ad Elisabetta Silvestri, che ha fatto gli onori di casa, con un’accoglienza squisita d’altri tempi. (Ufficio Stampa Associazione Monginevro Cultura). Novara, 9 ottobre 2016.
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